Il lavoro dell’uomo e quel meraviglioso adattamento all’ambiente da parte delle piante, hanno portato nel corso dei millenni ad avere frutti di colore, profumo e sapore diverso per la gioia di chi può consumarli. Il consumo di frutta e la coltivazione degli alberi che la producono, hanno seguito la storia umana fornendo risorse alimentari insostituibili per l’apporto di zuccheri, vitamine e sali minerali.

La tecnologia ed i moderni metodi di conservazione, ci mettono a disposizione le stesse varietà di frutta e verdura durante tutto l’anno, ma fino a quando é stato necessario rispettare le disponibilità naturali, era indispensabile avere prodotti con maturazione scalare o che avessero con semplici accorgimenti, una prolungata naturale capacità di conservazione.

Il lavoro, l’osservazione e l’ingegno dell’uomo, hanno portato alla selezione e riproduzione di migliaia di varietà di fruttiferi, con caratteristiche di colore, profumo, sapore ed epoca di maturazione molto differenziati. Bartolomeo Bimbi, pittore mediceo e meticoloso redattore di cataloghi dipinti di frutta e fiori, Vincenzo Campi ed altri pittori che hanno fatto della natura morta uno dei soggetti preferiti, con le loro opere hanno mirabilmente testimoniato di quante varietà potessero godere gli uomini di quei tempi.

Anche solo una rapida occhiata a questi lavori, ci fa capire quale patrimonio é sparito per sempre, lasciando solo poche varietà che l’attività commerciale ha ritenuto convenienti.

All’Oasi coltiviamo  quasi un centinaio di alberi da frutto antichi, molti dei quali propagati da noi e stiamo aumentando la collezione.

Oltre agli alberi da frutto, abbiamo trovato anche un certo numero di piante annuali, ortaggi o frutti, come meloni e angurie, fra cui il cocomero moscatello, la cui coltivazione era diffusa fino alla metà del ‘900.

Non mancano frutti e ortaggi che raccontano storie di migrazioni, portati da persone che da altre parti d’Italia, sono arrivate nella piana Firenze Prato Pistoia e per mantenere un legame con la terra di origine, hanno portato piante tipiche delle loro terre.

Al tempo dei Medici si consumava molto zafferano, per cucinare e nelle arti, per ottenere un bellissimo giallo oro, Firenze era la capitale del commercio di questa preziosa spezia e la Toscana una importante zona di produzione. All’Oasi lo coltiviamo e ogni anno a fine ottobre abbiamo la gioia di vedere l’apertura di questi bellissimi fiori.

 

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