Primavera 2020. Adotta un albero.

Comincia la primavera in quest’anno strano, con la terra attraversata da un morbo nuovo e pericoloso, al quale ancora non sappiamo come opporci. Noi italiani siamo tutti confinati in casa, solo pochi, per valide ragioni possono uscire. Ma il pericolo è solo per gli umani, il resto della natura segue il suo corso senza sconvolgimenti, dimostrando di farcela benissimo anche senza la nostra presenza. Sono il solo a frequentare ancora l’Oasi, gli altri sono tutti a casa in attesa che il pericolo finisca. Il prato che circonda la sede dell’Associazione, è un tappeto verde costellato di innumerevoli margherite e fiori di tarassaco, le api li frequentano assiduamente per raccogliere le risorse necessarie alla famiglia in rapida crescita, per maggio dovranno essere quattro o cinque volte quelle che sono uscite dall’inverno, e dovranno accumulare scorte per i giorni difficili. Gli alberi da frutto hanno cominciato a fine febbraio ad aprire le corolle e adesso molti sono ricoperti da una coltre profumata. La mia presenza è dovuta alla necessità di innestare le numerose varietà che erano state prelevate in gennaio febbraio e che se non le utilizziamo velocemente, rischiamo di perdere l’intero anno di propagazione. Avevamo preparato la spirale che collega le piante delle rose spontanee, pensando di immettervi piante a fiore, annuali o perenni per rendere facilmente visibile la forma che abbiamo scelto, questa sosta forzata, ci ha fermati. Riprenderemo quando sarà possibile. La spirale è costituita da almeno 15 specie di rose diverse della nostra regione, più esemplari per ogni specie. Potranno essere osservate comodamente. Naturalmente la collezione è suscettibile di integrazioni e nei prossimi mesi confidiamo di aumentarne il numero. Chi visiterà l’Oasi potrà così ammirarle e forse anche cercare di riconoscerle. Alcune sono molto rare e la loro coltivazione può avere anche un fine di salvaguardia dall’estinzione o almeno dalla rarefazione nel nostro territorio. Vorremmo dimostrare inoltre che le Rose spontanee non hanno niente da invidiare, come valore estetico, a quelle coltivate e che potrebbero sostituirle, magari anche solo in parte, nei nostri giardini senza i rischi di inserire nell’ambiente specie alloctone invasive. Per curiosità storica sono presenti all’Oasi anche le prime Rose coltivate dall’uomo (ovvero “le più antiche fra le rose antiche”), ottenute secoli fa dall’incrocio con entità spontanee: la Rosa Damascena e la Rosa Centifolia.

mandorlo in fiore

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