maggio 2020. Adotta un albero

I due mesi di sosta forzata ci hanno fatti partire in ritardo ma stiamo lavorando per completare la spirale che collega le rose spontanee, usiamo piccole bulbose, piante da fiore annuali o perenni e piante aromatiche, per rendere facilmente riconoscibile la forma che abbiamo scelto. Il percorso è costituito da una quindicina di specie diverse della nostra regione, più esemplari per ogni specie. Potranno essere osservate comodamente. Naturalmente la collezione è suscettibile di integrazioni e nei prossimi mesi confidiamo di aumentarne il numero. Le più precoci hanno cominciato a fiorire, come la Spinosissima e la Pendulina. Alcune sono già in vaso aspettando di essere abbastanza grandi per venire poste a dimora. Chi visiterà l’Oasi potrà così ammirarle e forse anche cercare di riconoscerle. Alcune sono molto rare e la loro coltivazione può avere anche un fine di salvaguardia dall’estinzione o almeno dalla rarefazione nel nostro territorio. Vorremmo dimostrare inoltre che le Rose spontanee non hanno niente da invidiare, come valore estetico, a quelle coltivate e che potrebbero sostituirle, magari anche solo in parte, nei nostri giardini senza i rischi di inserire nell’ambiente specie alloctone invasive. Per curiosità storica sono presenti all’Oasi anche le prime Rose coltivate dall’uomo (ovvero “le più antiche fra le rose antiche”), ottenute secoli fa dall’incrocio con entità spontanee: la Rosa Damascena e la Rosa Centifolia. Quest’ultima è in piena, gloriosa e profumatissima fioritura, l’altra sta formando i boccioli e fra una decina di giorni aprirà i suoi fiori

Primavera 2020. Adotta un albero.

Comincia la primavera in quest’anno strano, con la terra attraversata da un morbo nuovo e pericoloso, al quale ancora non sappiamo come opporci. Noi italiani siamo tutti confinati in casa, solo pochi, per valide ragioni possono uscire. Ma il pericolo è solo per gli umani, il resto della natura segue il suo corso senza sconvolgimenti, dimostrando di farcela benissimo anche senza la nostra presenza. Sono il solo a frequentare ancora l’Oasi, gli altri sono tutti a casa in attesa che il pericolo finisca. Il prato che circonda la sede dell’Associazione, è un tappeto verde costellato di innumerevoli margherite e fiori di tarassaco, le api li frequentano assiduamente per raccogliere le risorse necessarie alla famiglia in rapida crescita, per maggio dovranno essere quattro o cinque volte quelle che sono uscite dall’inverno, e dovranno accumulare scorte per i giorni difficili. Gli alberi da frutto hanno cominciato a fine febbraio ad aprire le corolle e adesso molti sono ricoperti da una coltre profumata. La mia presenza è dovuta alla necessità di innestare le numerose varietà che erano state prelevate in gennaio febbraio e che se non le utilizziamo velocemente, rischiamo di perdere l’intero anno di propagazione. Avevamo preparato la spirale che collega le piante delle rose spontanee, pensando di immettervi piante a fiore, annuali o perenni per rendere facilmente visibile la forma che abbiamo scelto, questa sosta forzata, ci ha fermati. Riprenderemo quando sarà possibile. La spirale è costituita da almeno 15 specie di rose diverse della nostra regione, più esemplari per ogni specie. Potranno essere osservate comodamente. Naturalmente la collezione è suscettibile di integrazioni e nei prossimi mesi confidiamo di aumentarne il numero. Chi visiterà l’Oasi potrà così ammirarle e forse anche cercare di riconoscerle. Alcune sono molto rare e la loro coltivazione può avere anche un fine di salvaguardia dall’estinzione o almeno dalla rarefazione nel nostro territorio. Vorremmo dimostrare inoltre che le Rose spontanee non hanno niente da invidiare, come valore estetico, a quelle coltivate e che potrebbero sostituirle, magari anche solo in parte, nei nostri giardini senza i rischi di inserire nell’ambiente specie alloctone invasive. Per curiosità storica sono presenti all’Oasi anche le prime Rose coltivate dall’uomo (ovvero “le più antiche fra le rose antiche”), ottenute secoli fa dall’incrocio con entità spontanee: la Rosa Damascena e la Rosa Centifolia.

mandorlo in fiore

Inverno 2020. Adotta un albero.

È in corso una iniziava volta alla conoscenza e conservazione di un genere particolare di arbusti spontanei, attraverso la costituzione di un giardino delle Rose selvatiche della Toscana. Abbiamo riprodotto e coltivato almeno 15 specie diverse della nostra regione. Sono state messe a dimora seguendo un percorso a spirale e potranno essere osservate comodamente. Naturalmente la collezione è suscettibile di integrazioni e nei prossimi mesi confidiamo di aumentarne il numero. Chi visiterà l’Oasi potrà così ammirarle e forse anche cercare di riconoscerle. Alcune sono molto rare e la loro coltivazione può avere anche un fine di salvaguardia dall’estinzione o almeno dalla rarefazione nel nostro territorio. Vorremmo dimostrare inoltre che le Rose spontanee non hanno niente da invidiare, come valore estetico, a quelle coltivate e che potrebbero sostituirle, magari anche solo in parte, nei nostri giardini senza i rischi di inserire nell’ambiente specie alloctone invasive. Per curiosità storica sono presenti all’Oasi anche le prime Rose coltivate dall’uomo (ovvero “le più antiche fra le rose antiche”), ottenute secoli fa dall’incrocio con entità spontanee: la Rosa Damascena e la Rosa Centifolia.
Con la presenza del ponte Leopoldo II, molte persone transitano dal percorso pedonale esterno all’Oasi e guardano con curiosità e interesse la nostra struttura, alcuni si fermano e chiedono informazioni sulla attività che svolgiamo. Dall’autunno abbiamo messo a dimora qualche decina di nuove pianticelle dei fruttiferi che avevamo propagato ed è in preparazione il materiale per la prossima campagna di innesti; abbiamo molte marze e alcune varietà nuove. Con il prossimo 27 febbraio inizierà un corso di frutticoltura familiare organizzato dall’Oasi, confidiamo in una nutrita partecipazione.

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Autunno 2019 – Adotta un albero.

È in corso una iniziava volta alla conoscenza e conservazione di un genere particolare di arbusti spontanei, attraverso la costituzione di un giardino delle Rose selvatiche della Toscana. Siamo riusciti a riprodurre e coltivare in vaso almeno 15 specie diverse della nostra regione. Pensiamo di dedicare loro un’area dove metterle a dimora per poterle osservare in modo più comodo. Chi visiterà l’Oasi potrà così ammirarle e forse anche cercare di riconoscerle. Alcune sono molto rare e la loro coltivazione può avere anche un fine di salvaguardia dall’estinzione o almeno dalla rarefazione nel nostro territorio. Vorremmo dimostrare inoltre che le Rose spontanee non hanno niente da invidiare, come valore estetico, a quelle coltivate e che potrebbero sostituirle, magari anche solo in parte, nei nostri giardini senza i rischi di inserire nell’ambiente specie alloctone invasive. Per curiosità storica sono presenti all’Oasi anche le prime Rose coltivate dall’uomo (ovvero “le più antiche fra le rose antiche”), ottenute secoli fa dall’incrocio con entità spontanee: la Rosa Damascena e la Rosa Centifolia.

Il 21 settembre è stato inaugurato il nuovo ponte Leopoldo II° e il relativo collegamento ciclo pedonale, questo ha determinato una forte frequentazione della struttura e anche, se pure marginalmente, il frequente passaggio all’interno dell’Oasi, con persone che si interessano al nostro lavoro e pure quelle che pensano sia tutto di uso pubblico…

Parte dei festeggiamenti per l’inaugurazione si sono svolti nella nostra sede, in particolare una cena organizzata con altre due associazioni poggesi, il cui ricavato è stato completamente devoluto alla fondazione Meyer e una mostra fotografica rimasta aperta per due settimane,  esponeva foto del podere le Buche, del Ponte, del  Barco e dell’area circostante, immagini scattate fra il 1935 e il 2019.