Frutticoltura
 
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Il lavoro dell’uomo e quel meraviglioso adattamento all’ambiente da parte delle piante, hanno portato nel corso dei millenni ad avere frutti di colore, profumo e sapore diverso per la gioia di chi può consumarli ed anche per adempiere a quella fondamentale esigenza biologica che chiede di avere semi disponibili per la riproduzione, lontani dalla pianta madre. Il consumo di frutta e la coltivazione degli alberi che la producono, hanno seguito la storia umana fornendo risorse alimentari insostituibili per l’apporto di zuccheri, vitamine e sali minerali.

La tecnologia ed i moderni metodi di conservazione, ci mettono a disposizione la stessa frutta e verdura durante tutto l’anno, ma fino a quando é stato necessario rispettare gli avvicendamenti naturali, era indispensabile avere frutta con maturazione scalare o che avesse con semplici accorgimenti, come tenerla in ambiente fresco, una prolungata naturale capacità di conservazione.

Il lavoro, l’osservazione e l’ingegno dell’uomo, hanno portato alla selezione e riproduzione di migliaia di varietà di fruttiferi, con caratteristiche di colore, profumo, sapore ed epoca di maturazione molto differenziati. Bartolomeo Bimbi, pittore mediceo e meticoloso redattore di cataloghi dipinti di frutta e fiori, Vincenzo Campi ed altri pittori che hanno fatto della natura morta uno dei soggetti preferiti, con le loro opere hanno mirabilmente testimoniato di quante varietà potessero godere gli uomini di quei tempi. Anche solo una rapida occhiata a questi lavori, ci fa capire quale patrimonio é sparito per sempre, lasciando solo uno sparuto numero di specie che l’attività commerciale ha ritenuto conveniente.

Oggi sui nostri mercati sono presenti poche varietà di frutta, quasi sempre pesantemente trattata con prodotti di sintesi.
Molti hanno scelto un’altra strada: la coltivazione seguendo un metodo di tipo biologico, rifiuto di usare prodotti chimici, maggior rispetto dei ritmi e degli equilibri naturali, azioni che favoriscono produzioni più saporite, senza pericolosi residui nella frutta che arriva sulle nostre mense. Questa é la scelta che abbiamo fatto anche all’Oasi e con la collaborazione dell’IPSAA di Pistoia, contiamo in buone produzioni, saporite e totalmente sane.

Inoltre appoggiandoci ad un vivaio specializzato, abbiamo impiantato una trentina di alberi da frutto in vecchie varietà e con il prezioso lavoro di alcuni studenti del quinto anno, é attiva una ricerca sul territorio di quelle piante antiche ancora presenti. Pensiamo di classificarle, propagarle ed impiantarle nell’Oasi per costituire una collezione che salvi quanto ancora non é stato inghiottito dal tempo o dall’interesse invasivo del nuovo.

A fine primavera 2003, abbiamo trovato presso un vivaio del pistoiese che ancora dispone dei semi, il ‘cocomero moscatello’ varietà di anguria a polpa gialla abbastanza coltivata in zona insieme a quella a polpa rossa, fino verso la metà del 900; le quattro piante ricevute, hanno fruttificato e dal prossimo anno ne saranno disponibili un buon numero per chi fosse interessato.

Alla corte dei Medici si consumava molto zafferano e Firenze era la città italiana più importante nel commercio di questa preziosa spezia. La Toscana era anche zona di produzione.

Dal 1990 Brunello Bertelli, ha iniziato una coltivazione sperimentale a S. Gimignano: nel giro di pochi anni ha dimostrato la naturale vocazione del territorio verso questa coltura, poi contagiando con la propria convinzione ed entusiasmo un certo numero di agricoltori, si é aumentata la superficie destinata a questa bulbosa, fino a raggiungere produzioni di un certo interesse anche dal punto di vista economico.

La aiuole in fiore sotto le mura della città sono uno spettacolo magnifico. Bertelli, responsabile dell’associazione ‘il Croco’ che unisce quanti nel senese si occupano di questa specie, ci ha offerto un certo numero di bulbi ai quali si sono aggiunti quelli offerti da Giovanni Piscolla del Comitato Produttori Zafferano delle Colline Fiorentine; all’Oasi sono stati messi a dimora in una piccola aiuola e da ottobre 2003 apriranno i primi fiori.
 
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Oasi Apistica Le Buche
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