Cosa Facciamo

L’Oasi ha due principali linee di intervento: l’apicoltura e l’agricoltura che comunque sono strettamente connesse fra di loro. Le api si nutrono esclusivamente di nettare e di polline, quindi la loro vita e sopravvivenza sono legate alla presenza di questi due prodotti delle piante, le piante dal canto loro, quelle di interesse agrario e quelle spontanee, si avvalgono per il mantenimento e la propagazione della specie, dell’instancabile lavoro delle api e degli altri apoidei che con le loro continue visite ai fiori, favoriscono l’impollinazione incrociata, base del successo riproduttivo.

L’apiario é costituito da cinque alveari, due dei quali in arnie da osservazione in una postazione a parte, dotata di riparo con grande finestra che consente di avvicinarsi alle api in perfetta sicurezza.

Le api sono un sensibile strumento in grado di rilevare la presenza di sostanze dannose nell’ambiente in cui vanno a raccogliere il nettare ed il polline. Dal 2003, le nostre due arnie da osservazione, sono dotate di gabbie underbasket (Marco Accorti), dove settimanalmente si contano le api morte; oltre un certo limite (circa 150), ci troviamo di fronte ad avvelenamento delle zone di raccolta.

La ASL 4 di Prato ha disposto una rete di monitoraggio che con la collaborazione di diversi apicoltori, copre tutto il territorio provinciale. In caso di moria di api, con opportune analisi, si possono identificare i prodotti che hanno provocato l’avvelenamento e cercare, ove necessario, gli opportuni accordi con le associazioni degli agricoltori.

La gestione agricola, avviene con un metodo di tipo biologico Fin dall’inizio abbiamo condotto una ricerca sul territorio per identificare, riprodurre e successivamente impiantare nell’Oasi, piante da frutto autoctone o che in ogni modo siano presenti localmente da molto tempo.

Sono molte decine gli alberi impiantati, reperiti presso vivai specializzati o propagati direttamente da piante recuperate localmente. Inoltre abbiamo trovato, coltivato e riprodotto alcune antiche specie orticole. Dal 2003 un piccolo appezzamento di terreno è destinato alla coltivazione dello zafferano.

La diversità biologica, é necessaria anche fra gli insetti impollinatori, perché alcuni sono più adatti di altri, per la dimensione del corpo o per la capacità di volare in condizioni climatiche diverse, a favorire l’impollinazione incrociata di certe piante.

Con Mauro Pinzauti, utilizzando anche la tecnica del ‘nest trapping’ stiamo svolgendo una indagine sulla presenza di questi apoidei, tanto importanti e molto spesso totalmente sconosciuti. Osmie, Bombi, Megachile e Xilocope, sono le presenze rilevate, per le quali disponiamo opportune strutture per favorirne la nidificazione.

Oasi Apistica Le Buche
Via Regina Margherita, 26
59016 - Poggio a Caiano (FI)
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