Cosa Facciamo

L'Oasi ha due principali linee di intervento: l'apicoltura e l'agricoltura che comunque sono strettamente connesse fra di loro. Le api si nutrono esclusivamente di nettare e di polline, quindi la loro vita e sopravvivenza sono legate alla presenza di questi due prodotti delle piante, le piante dal canto loro, quelle di importanza agraria e quelle spontanee, si avvalgono per il mantenimento e la propagazione della specie, dell'instancabile lavoro delle api e degli altri apoidei che con le loro continue visite ai fiori, favoriscono l'impollinazione incrociata, base del successo riproduttivo.

L'apiario é costituito da una quindicina di alveari, due dei quali in arnie da osservazione in una postazione a parte, dotata di riparo con grande finestra in plexiglass che consente di avvicinarsi alle api in perfetta sicurezza; questo ci permette di fare delle visite guidate anche con gruppi consistenti di persone (20-30). Numerose scolaresche hanno potuto vedere il cuore pulsante della famiglia, le scorte, la covata, i fuchi e le operaie ed alcune volte anche la regina.

Naturalmente le api producono anche il miele, l'anno scorso, forse per la vicinanza del parco della Villa Medicea con la sua ricca varietà di fiori, abbiamo ottenuto un millefiori che é stato giudicato il migliore di tutta la Toscana. Oltre al miele, raccogliamo anche un certo quantitativo di propoli, cercando metodi che consentano di stimolare le api nella raccolta di questo importante sottoprodotto dell'apicoltura ed in rapporti annuali, descriviamo metodi e risultati, perché possano essere utilizzati anche da altri.

Le api sono anche un sensibile 'strumento' in grado di rilevare la presenza di sostanze dannose nell'ambiente in cui vanno a raccogliere il nettare. Dallo scorso anno, le nostre due arnie da osservazione, sono dotate di gabbie underbasket (Marco Accorti), dove settimanalmente si contano le api morte; oltre un certo limite (circa 250), ci troviamo di fronte ad avvelenamento delle zone di raccolta. Da questa stagione, la ASL 4 di Prato ha disposto una rete di monitoraggio che con la collaborazione di diversi apicoltori, copre tutto il territorio provinciale. In caso di moria di api, con opportune analisi, si possono identificare i prodotti che hanno provocato l'avvelenamento e cercare, ove necessario, gli opportuni accordi con le associazioni degli agricoltori.

La gestione del frutteto, avviene con un metodo di tipo biologico, con esclusivo uso di prodotti naturali fra i quali anche la propoli, nei trattamenti contro parassiti ed altre avversità degli alberi da frutto. Per le concimazioni, uso di letame e ricorso alla semina di piante da sovescio (favino, veccia, pisello ecc.), interessanti anche per la produzione nettarifera di cui possono avvantaggiarsi le api.

Le potature e le altre pratiche colturali, vengono svolte in collaborazione con l'Istituto Professionale Statale per l'Agricoltura e l'Ambiente (IPSAA) di Pistoia 'Barone Carlo de Franceschi'. Nei periodi in cui é possibile, intervengono direttamente degli studenti di quinta, accompagnati da uno o due docenti, altrimenti dispongono i lavori, che vengono realizzati da soci dell'Oasi.

Gli studenti di quinta, stanno anche conducendo una ricerca sul territorio per identificare, riprodurre e successivamente impiantare nell'Oasi, piante da frutto autoctone o che in ogni modo siano presenti da molto tempo, allo scopo di costituire una raccolta che salvaguardi e mantenga, una ricchezza di varietà che senza un deliberato intervento, rischiano di scomparire, soppiantate da poche specie commerciali. Quest'anno abbiamo messo a dimora una trentina di alberi da frutto in antiche varietà reperite presso un vivaio specializzato, nella zona di Firenze.

La diversità biologica, é necessaria anche fra gli insetti impollinatori, perché alcuni sono più adatti di altri, per la dimensione del corpo o per la capacità di volare in condizioni climatiche diverse, a favorire l'impollinazione di certe piante. Mauro Pinzauti dell'Università di Pisa, ricorda sempre che in Nord America (Stati Uniti e Canada), per ottenere seme di certe leguminose, quali l'erba medica o il trifoglio, spesso é necessario portare sui campi coltivati con queste essenze, contenitori con bozzoli di Megachile pronti allo sfarfallamento, perché l'uso di pesticidi ha portato alla totale scomparsa dei pronubi spontanei, rendendo indispensabile questo lavoro di restauro ambientale. Con Pinzauti, utilizzando la tecnica del 'nest trapping' stiamo svolgendo una indagine sulla presenza di questi apoidei, tanto importanti e molto spesso totalmente sconosciuti. Osmie e Bombi, sono le presenze che abbiamo potuto rilevare la scorsa stagione.
Oasi Apistica Le Buche
Via Regina Margherita, 26
59016 - Poggio a Caiano (FI)
[Chi Siamo] [Cosa Facciamo] [Dove Siamo] [I Partners] [Attività]
[Prodotti] [Biomonitoraggio] [Biodiversità] [Home]