Biodiversità

Casciana, Bella Bionda, Gambafina Piatta, Panaia o Flagellata, Zucchina, Francesca, Rossa di Firenze, Calvilla Bianca d'inverno, Diacciata, Zittella, Zeuca, Decio, Rotella, Crogiolina, Carla, Campanino, Durello, sono alcune delle tante varietà di mele che solo pochi ancora ricordano quale colore, quale profumo e quale sapore abbiano.

Sono accompagnate dalle pere Giugnolina, Bella di giugno, S. Giovanni, Gentile Bianca, Lardaia, Cocomera o Briaca, dalla polpa rossa, Bugiarda, Buona Luigia, Farinaccia, Bergamotta di Esperen, Cedrata Romana, Curato, Allora, Cestella, (veniva cotta d'inverno, nel paiolo insieme alle castagne), Giovanazza, Volpina, Martin Secco, le pesche Sanguigna, Ala, Platicarpa Bianca e Gialla, Duracina Massima, Buco Incavato, Poppa di Venere, cotogna di Rosano, Cotogna del Poggio, le susine Claudina, Rusticana, Coscia di Monaca, Moscina di Montepulciano, Cascolina, Simiana, i fichi S. Piero, Gentile, Dottato, Filacciano, Paradiso, Pissaluto, Batignanese, Rossellino, Brogiotto Nero e Brogiotto Bianco, Cavaliere, Pendolino, Monaco, Verdino, il fico Perticone o dallo spino, perché veniva essiccato intero, appendendolo ad un ramo spinoso, infine i giuggioli, i sorbi, gli azzeruoli, i nespoli.

Una ricchezza di colori e profumi che comincia a maturare a fine primavera e continua in modo scalare fino ad arrivare dentro l'inverno, con frutti che si conservano con pochi accorgimenti e scandiscono con il loro avvicendarsi il trascorrere delle stagioni. Sono piante rustiche, nel corso dei secoli si sono adattate all'ambiente in cui vivono ed hanno meno necessità di trattamenti contro i parassiti. Sulle nostre colline qualcuna si trova ancora e l'impegno di vivaisti appassionati, ci consente di reperirle abbastanza facilmente. I fasti delle collezioni Medicee, rappresentate in quella sorta di cataloghi opere d'arte di Bartolomeo Bimbi che hanno fatto arrivare fino a noi le immagini di una straordinaria varietà di frutta, purtroppo ci dicono che molte specie sono perdute per sempre, ma sta a noi cercare di mantenere e propagare quelle che ancora ci sono. Dobbiamo sentirlo come un impegno verso di noi e verso quelli che verranno dopo: hanno diritto di aspettarsi un mondo ricco almeno quanto lo abbiamo trovato noi.

Questa non si deve considerare una operazione ispirata dalla nostalgia dei bei tempi che furono, la ricchezza di caratteri biologici riscontrabili in una singola specie, vegetale o animale, é segno di una biodiversità che garantisce il mantenimento dell'equilibrio ecologico, dove negli ultimi decenni l'attività dell'uomo ha teso a privilegiare quelle poche specie che sembravano avere maggiore interesse economico, determinando un drastico impoverimento dell'ambiente ed alterando il delicato equilibrio che regola la presenza sullo stesso territorio di piante ed animali che vivono in stretta simbiosi.
I vegetali rappresentano l'indispensabile collegamento fra l'acqua ed i sali minerali che vi sono disciolti, e la materia biologica. Le piante, nel 60-70% dei casi, hanno necessità di animali che trasportino il polline da un fiore ad un altro per produrre frutti e semi. Gli Apoidei, con la loro dieta costituita esclusivamente da polline e nettare, sono i più vicini ed i più morfologicamente adatti a questo essenziale compito. Il nostro impegno, oltre a verificare che siano presenti, (lo stiamo facendo con i nidi trappola), deve essere quello di favorirne lo sviluppo e la riproduzione, riducendo quanto é possibile l'immissione nell'ambiente di sostanze che possono essere dannose e cercando di mantenere inalterato l'habitat in cui vivono.
Oasi Apistica Le Buche
Via Regina Margherita, 26
59016 - Poggio a Caiano (FI)
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