Il nostro primo impegno é stato l'installazione
dell'apiario, reso possibile dall'offerta di alveari da
parte di molti soci apicoltori.
Recupero del frutteto abbandonato da diversi anni, con
il prezioso aiuto di aderenti ARPAT e con il decisivo
intervento dell'IPSAA di Pistoia, che ha consentito di
orientare il lavoro in modo preciso nella direzione del
biologico.
Uno studente di quinta, ha fatto una tesi di fine corso
sui lavori di recupero del frutteto che é proseguita
in un progetto per il mantenimento e la gestione dell'Oasi,
tenendo conto anche della presenza delle api.
L'impianto di una trentina di alberi da frutto in varietà
antiche, e l'avvio della ricerca sul territorio di quelle
specie ancora presenti localmente.
Raccolta di propoli e preparazione della soluzione alcolica,
raccolta di miele.
Indagine sulla biodiversità fra gli insetti impollinatori
spontanei, usando la tecnica del 'nest trapping', raccolta
dei bozzoli e classificazione delle specie. Ospitati
numerosi gruppi per visite guidate, con programma che
prevede una visita alle attrezzature dell'apicoltura che
ne illustrano la storia e lo sviluppo, un discorso sulla
biologia e prodotti delle api, visita alle arnie da osservazione
e se il clima lo consente, apertura di un'arnia e vista
diretta dei favi e delle api. Osservazione dei nidi trappola
per gli apoidei spontanei e considerazione sullo stretto
rapporto di reciproco adattamento che si é instaurato
fra la maggior parte delle piante e gli insetti impollinatori,
le api e quelli spontanei.
Biomonitoraggio con l'utilizzo di gabbie underbasket,
esteso nel 2003 a tutta la provincia per iniziativa della
ASL 4 di Prato. |